Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto. (Genesi, 2, 2 – 3)
E l’Eterno Dio formò dalla terra tutti gli animali dei campi e tutti gli uccelli dei cieli e li condusse dall’uomo per vedere come li avrebbe chiamati; e in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ogni essere vivente, quello doveva essere il suo nome.” (Genesi, 2, 19)
E il serpente disse alla donna: “No, non morrete affatto; ma Iddio sa che nel giorno che ne mangerete, gli occhi vostri s’apriranno, e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male”. (Genesi, 3, 4 – 5)
Poi disse ad Adamo: «Poiché hai dato ascolto alla voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero circa il quale io ti avevo comandato dicendo: “Non ne mangiare,” il suolo sarà maledetto per causa tua; ne mangerai il frutto con fatica tutti i giorni della tua vita. (Genesi, 3, 17)
Allora Noè edificò un altare al Signore; prese ogni sorta di animali mondi e di uccelli mondi e offrì olocausti sull’altare. (Genesi, 8, 20)
Egli [Giuda, figlio di Giacobbe[1]] lega alla vite il suo asinello | e a scelta vite il figlio dell’asina, | lava nel vino la veste | e nel sangue dell’uva il manto; | lucidi ha gli occhi per il vino | e bianchi i denti per il latte. (Genesi 49, 11 – 12)
[Il Signore a Mosè] «Va’! Riunisci gli anziani d’Israele e di’ loro: Il Signore Dio dei vostri padri mi è apparso, il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe […] Vi farò uscire dalla umiliazione dell’Egitto, verso il paese del Cananeo, dell’Ittita, […] verso un paese dove scorre latte e miele.» (Esodo, 3, 16 – 17)
Farai l’altare di legno di acacia: avrà cinque cubiti di lunghezza e cinque cubiti di larghezza. L’altare sarà quadrato ed avrà l’altezza di tre cubiti. Farai ai suoi angoli quattro corni e saranno tutti di un pezzo. Lo rivestirai di rame. Farai i suoi recipienti per raccogliere le ceneri, le sue pale, i suoi vasi per l’aspersione, le sue forchette e i suoi bracieri. Farai di rame tutti questi accessori. (Esodo, 27, 1 – 3)
[Il Signore a Mosè] «Va pure verso la terra ove scorre latte e miele … ma io non verrò in mezzo a te per non doverti sterminare lungo il cammino, perché tu sei un popolo di dura cervice.» (Esodo, 33, 3)
Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. (Deuteronomio, 6, 4 – 5)
I sacerdoti leviti, tutta la tribù di Levi, non avranno parte ne eredità insieme con Israele; vivranno dei sacrifici consumati dal fuoco per il Signore, e della sua eredità. [...] Questo sarà il dirito dei sacerdoti sul popolo, su quelli che offriranno come sacrificio un capo di bestiame grosso o minuto: essi daranno al sacerdote la spalla, le due mascelle e lo stomaco. [...] Se un levita, abbandonando qualunque città dove soggiorna in Israele, verrà, seguendo il suo desiderio, al luogo che il Signore avrà scelto e farà il servizio nel nome del Signore Dio tuo, come tutti i suoi fratelli leviti che stanno là davanti al Signore, egli riceveràper il suo mantenimento una parte uguale a quella degli altri. (Deuteronomio, 18, 1 –
Dei tuoi beni fa’ elemosina. Non distogliere mai lo sguardo dal povero, così non si leverà da te lo sguardo di Dio. La tua elemosina sia proporzionata ai beni che possiedi: se hai molto, dà molto; se poco, non esitare a dare secondo quel poco. Così ti preparerai un bel tesoro per il giorno del bisogno, poiché l’elemosina libera dalla morte e salva dall’andare tra le tenebre. Per tutti quelli che la compiono, l’elemosina è un dono prezioso davanti all’Altissimo. (Tobia, 7 – 11)
Trovò allora una mascella d’asino ancora fresca, stese la mano, l’afferrò ed uccise con essa mille uomini. Sansone disse: «Con la mascella dell’asino | li ho ben macellati! | Con la mascella dell’asino | ho colpito mille uomini!» quando ebbe finito di parlare gettò via la mascella; per questo quel luogo fu chiamato Ramat-Lechi. (Giudici, 15, 15 – 17)
Lo stolto pensa: “Non c’è Dio”. Sono corrotti, fanno cose abominevoli: nessuno più agisce bene. (Salmi, 14,1)
Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla; su pascoli erbosi mi fa riposare ad acque tranquille mi conduce. (Salmi, 23,1 – 2)
Gli anni della nostra vita sono settanta | ottanta per i più robusti … | passano presto e noi ci dileguiamo. (Salmi, 89, 10)
Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi. (Salmi, 90, 11)
Benedetto il Signore, mia roccia, che addestra le mie mani alla guerra, le mie dita alla battaglia. Mia grazia e mia fortezza, mio rifugio e mia liberazione, mio scudo in cui confido, colui che mi assoggetta i popoli. (Salmi, 144, 1-2)
Chi disprezza il suo prossimo è privo di senno, l’uomo prudente invece tace. (Proverbi, 11, 12)
Lo stolto giudica diritta la sua condotta, il saggio, invece, ascolta il consiglio. (Proverbi, 12, 15)
La giustizia fa onore ad una nazione, ma il peccato segna il destino dei popoli. (Proverbi, 14, 34)
Uno sguardo luminoso allieta il cuore; una notizia lieta rianima le ossa. (Proverbi, 15, 30)
La mente dell’uomo pensa molto alla sua via, ma il Signore dirige i suoi passi. (Proverbi, 16, 9)
Anche lo stolto, se tace, passa per saggio e, se tien chiuse le labbra, per intelligente. (Proverbi, 17, 28)
I guadagni accumulati in fretta da principio non saranno benedetti alla fine. (Proverbi, 20, 21)
Con la sapienza si costruisce la casa e con la prudenza la si rende salda; con la scienza si riempiono le sue stanze di tutti i beni preziosi e deliziosi. (Proverbi, 24, 3 – 4)
Non indagare i misteri di Dio e la natura del cielo; poiché sei mortale, curati di ciò che è mortale. (Proverbi, 25, 27)
Rispondi allo stolto secondo la sua stoltezza perché egli non si creda saggio. (Proverbi, 26, 5)
Sii costante nel tuo intelletto, | e una sola sia la tua parola. | Sii pronto ad ascoltare | e lento nel dare la risposta. | Se sei a conoscenza di una cosa, rispondi al vicino, | altrimenti mettiti una mano sulla bocca. (Siracide, 5, 10-12)
Non darti in potere di una donna, | sicché ella non prenda il sopravvento su di te. (Siracide, 9, 1)
Se soffi su una scintilla, si accende; se vi sputi sopra, si spegne; eppure ambedue le cose escono dalla tua bocca. (Siracide, 28, 11)
Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo; chi si affligge per la sua sorte? (Isaia, 53, 7-8)
Osserva la bontà e la giustizia | e nel tuo Dio poni la tua speranza, | sempre. (Osea, 12, 7)
È la tua perdizione, Israele, l’essere contro di me, contro il tuo aiuto. (Osea, 13, 9)
Essi [quelli del Regno del Nord] trasformano il diritto in veleno | e gettano a terra la giustizia. (Amos, 5, 7)
Udite dunque questo, | o capi della casa di Giacobbe, | o magistrati della casa d’Israele, | che aborrite la giustizia | e pervertite l’equità, | che costruite Sion con il sangue | e Gerusalemme con l’iniquità. | I suoi capi giudicano per un dono, | i suoi sacerdoti insegnano per lucro | e i suoi profeti divinano per denaro | e nondimeno s’appoggiano al Signore, dicendo: | «Il Signore non è forse in mezzo a noi? | non ci può accadere nulla di male.» | Perciò per colpa vostra, | Sion sarà arata come un campo, | Gerusalemme diverrà un mucchio di rovine | e il monte del tempio un’altura boschiva. (Michea, 3, 9 – 12)
E tu, Betlemme Efrata, | pur essendo piccola tra i capoluoghi di Giuda, | da te mi uscirà colui | che deve regnare su Israele. | Le sue origini sono antiche, | sin dai giorni più lontani. | Perciò egli li abbandonerà in balìa di altri | sino al tempo in cui la partoriente [4] partorirà, | poi il rimanente dei suoi fratelli | tornerà ai figli d’Israele. (Michea, 4, 1 – 2)
Il Signore è lento all’ira, | ma grande in potenza | e nulla lascia impunito. (Naum, 1, 3)
Prima di essere travolti come pula che scompare in un giorno; prima che piombi su di voi la collera furiosa del Signore, cercate il Signore voi tutti, umili della terra, che eseguite i suoi ordini; cercate la giustizia, cercate l’umiltà, per trovarvi al riparo nel giorno dell’ira del Signore. (Sofonia, 2,2-3)
Non temere, figlia di Sion! | Ecco, il tuo re viene, | seduto sopra un puledro d’asina.[5] (Sofonia, 3, 16)
Ritornate alla cittadella, prigionieri della speranza! (Zaccaria, 9, 12)
Guai a coloro che meditano l’iniquità | e tramano il male sui loro giacigli; | alla luce dell’alba lo compiono, | perché in mano loro è il potere. | Sono avidi di campi e li usurpano, | di case, e se le prendono. | Così opprimono l’uomo e la sua casa, | il proprietario e la sua eredità. | Perciò così dice il Signore: | “Ecco, io medito contro questa genìa | una sciagura da cui non potran sottrarre il collo | e non andranno più a testa alta, | perché sarà quello tempo di calamità.” (Michea, 2, 1-3)
Come sono caduti i potenti nel bel mezzo della battaglia! (Samuele, I, 25)
Le nazioni non sguaineranno la spada contro altre nazioni, né impareranno ancora a fare guerra.