frasi Alessandro Manzoni



Il principio, di necessità tanto più indeterminato quanto più esteso mi sembra poter essere questo: che la poesia e la letteratura in genere debba proporsi l’utile per iscopo, il vero per soggetto e l’interessante per mezzo.

La disgrazia è una visita del Signore; è un dono, una ricchezza, quasi un privilegio.

I veri grandi spiriti davanti a Dio sono gli umili; Egli si manifesta più spesso e meglio attraverso la loro ingenua fede anzicchè attraverso la dottrina e gli orgogli degli uomini potenti ed elevati.

Il forte si mesce col vinto nemico, | col nuovo signore rimane l’antico; | l’un popolo e l’altro sul collo vi sta. | Dividono i servi, dividon gli armenti; | si posano insieme sui campi cruenti | d’un volgo disperso che nome non ha.

Quella via, | Su cui ci pose il ciel, correrla intera | Convien, qual ch’ella sia, fino all’estremo.

Di libri basta uno per volta, quando non è d’avanzo.

La ragione e il torto non si dividon mai con un taglio così netto, che ogni parte abbia soltanto dell’una o dell’altro.

Ben di rado avviene che le parole affermative e sicure d’una persona autorevole, in qualsivoglia genere, non tingano del loro colore la mente di chi le ascolta.

Basta spesso una voglia, per non lasciar ben avere un uomo.

È una storia la compassione un poco come la paura: se uno la lascia prender possesso, non è più uomo.

Il buon senso c’era; ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune.

Le parole fanno un effetto in bocca, e un altro negli orecchi.

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