Il carattere dei popoli può rilevarsi dalle forme più caratteristiche delle loro religioni. (William Boyd)

Guai se la plebe comincia a gustare il sangue! È un ubbriaco che più beve, più desidera il vino. (Cesare Cantù)

Non c’è riposo per i popoli liberi: il riposo è un’idea monarchica. (Georges Clemenceau)

Il popolo freme, sussurra, si accalca, brontola, strepita, acclama, fischia, deride, dileggia, minaccia, ondeggia, schiamazza, si indigna, avanza. E poi torna a casa per cena. (Alfredo Accatino)

Un grande popolo è veramente tale se considera sacri i suoi impegni e se non evade dalle prove supreme che determinano il corso della storia. (Benito Mussolini)

Guai al popolo che per la speranza di una grandezza impossibile o per semplice disperazione giunge a considerare il suo «Capo» come un essere provvidenziale e sacro, dotato di un potere magico e di un’onnipotenza miracolosa. Di sacro non c’è altro che il diritto naturale della persona umana. (Karl Jaspers)

 

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