È poi davvero solo nostra questa vita? (Susana Tamaro)

Gli eventi e gli incontri non sono zavorre o vicoli di cui non si conosce l’uscita, ma piuttosto specchi – piccoli, grandi, convessi, concavi, ondulati, deformanti, scheggianti, oscurati – capaci comunque, con il loro riflesso, di farci conoscere una parte ancora ignota di noi stessi. (Susana Tamaro)

Per mettersi in viaggio c’è bisogno della nostalgia di qualcosa. (Susana Tamaro)

L’odio, la violenza, una volta innescati, vanno comunque vanti, si propagano sottoterra, lontano dagli sguardi, come le radici di certe piante infestanti. (Susana Tamaro)

Scrivere è uno dei sistemi più semplici e più profondi per fare chiarezza dentro di sé e per tramandare la memoria delle nostre esistenze. (Susana Tamaro)

I libri servono a capire e a capirsi, e a creare un universo comune anche in persone lontanissime. (Susana Tamaro)

L’amore vince tutto, avevo spesso sentito ripetere. L’amore è più forte della morte. E invece non è vero, perché l’amore, anche se esiste, è fragile. È così fragile da essere pressoché invisibile. Ed essere invisibile e non esistere è quasi la stessa cosa. (Susana Tamaro)

 

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