Frasi sulla morte

Ah, che vuol dir morire! Nessuno, nessuno si ricordava più di me, come se non fossi mai esistito Luigi Pirandello (1867 − 1936), scrittore e drammaturgo italiano, premio Nobel per la letteratura.

Bisogna fare una distinzione tra il morire e la morte. Non è tutto un morire ininterrotto. Se si è sani e ci si sente benissimo, è un morire invisibile. La fine, che è una certezza, non dev’essere per forza annunciata con spavalderia.Philip Roth (1933 – vivente), scrittore statunitense di origine ebraica.



Frasi vita

“Lo scopo della vita è lo sviluppo del proprio io. Il completo sviluppo di se stessi – ecco la ragione d’essere di ognuno di noi.” Oscar Wilde

“Amo la pioggia, lava via le memorie dai marciapiedi della vita.” Woody Allen

“Meglio perdere un secondo della vita, che la vita in un secondo.” Anonimo.

“Tutta la vita umana è profondamente immersa nella non verità.” Friedrich Nietzsche



Frasi solitudine

“Chi è solo è tutto suo.” Leonardo Da Vinci

“La solitudine è il campo da gioco di satana.” Vladimir Nabokov

“Bisogna essere molto forti per amare la solitudine.” Leggi i commenti. Pier Paolo Pasolini

“Ciò che rende gli uomini socievoli è la loro incapacità di sopportare la solitudine e, in questa, se stessi.” Arthur Schopenhauer



Frasi lavoro

“Ogni lavoro, anche filare il cotone, è nobile; il lavoro è l’unica cosa nobile.” Thomas Carlyle

“Amo il lavoro; mi affascina. Posso star seduto a guardarlo. Adoro tenermelo vicino; l’idea di liberarmene mi spezza il cuore.” Jerome K. Jerome

L’uomo primitivo si rese piacevole il lavoro trattandolo come sostituto ed equivalente delle attività sessuali.” Sigmund Freud



Frasi sulla felicità

Dicono che il denaro non faccia la felicità, ma se devo piangere preferisco farlo sul sedile posteriore di una Rolls Royce piuttosto che su quelli di un vagone del Metrò. – Marilyn Monroe, pseudonimo di Norma Jeane Baker (1926 – 1962), attrice cinematografica statunitense .

Felicità raggiunta, si cammina | per te sul fil di lama. | Agli occhi sei barlume che vacilla, | al piede, teso ghiaccio che s’incrina; e dunque non ti tocchi chi più t’ama. Se giungi sulle anime invase | di tristezza e le schiarì, il tuo mattino | è dolce e turbatore come i nidi delle cimase. Ma nulla paga il pianto del bambino a cui fugge il pallone tra le case. Eugenio Montale (1896 – 1981), poeta italiano, premio Nobel per la letteratura.